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Il grande camino nella sala da pranzo principale.
L'appetito di Arlecchino.
(Carlo Goldoni - La donna di garbo - scena IX)
Rosaura. Eh furbacchiotto, credi ch'io non sappia tutte le tue pratiche?
Arlecchino. Cossa podì saver de mi?
Rosaura. Io so benissimo, che vai ad aiutare a far il bucato alla lavandaia, e perché? Per quella sciocca della sua figliuola.
Arlecchino. Oh no, in coscienza mia.
Rosaura. Io so che tutto il giorno stai da quel formaggiaro, e perché? Per causa della sua serva.
Arlecchino. Eh no, ghe stago per l'odor dei formai.
Rosaura. So benissimo che tu procuri tirar in casa quella pitocca, e perché? Perché, se è storpia dal mezzo in giù, è bella sana dal mezzo in su .
Arlecchino. Oibò, fazzo perché qualche volta la me dona qualche pezzo de pan, qualche pignatta de menestra.
Rosaura. Può anche essere; mentre ve ne son tante che fingono le pitocche per mantenere l'amante. Basta, io non posso fidarmi di te; peraltro...
Arlecchino. Fame sto servizio, proveme, e ti vedrà.
Rosaura. No, no, non voglio arrischiarmi; temo di essere tradita.
Arlecchino. Senti, se t'inganno, prego el cielo de perder quello che gh'ho più a caro.
Rosaura. E che hai di più caro?.
Arlecchino. L'appetito.
Rosaura. Orsù, ad un tal giuramento sono forzata a crederti. Voglimi bene, e non dubitare.
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Le Ricette Antiche
Chi frequenta il locale ha occasione di provare, grazie agli speciali menù del giorno che vengono proposti a rotazione, i piatti nelle ricette originali preparati dal cuoco.
Ma chi non ha la fortuna di abitare a Venezia, difficilmente potrà assaporare alcune ricette realmente particolari.
Per questo su richiesta si possono ordinare dei piatti che solo Mario è in grado di preparare.
Tra i primi vale la pena di citare:
- Bigoi in salsa (spaghetti integrali saltati in salsa di acciughe).
- Risi e bisi (riso con i piselli freschi colti nei rinomati orti de'l'isola delle Vignole).
- Risoto coi fegadini (risotto con ventrigli e fegatini di pollo).
- Risi e spezati (risotto con pisellini secchi e spezzati in due senza buccia).
- Pasta e fasioi (il più tradizionale e rinomato piatto della cucina di origine popolare, fatto con pasta fresca e con i verdoni secchi sembra sia molto più saporito che con i fagioli freschi).
- Pasticcio de pese (molti veneziani nella loro vita non hanno mai avuto il privilegio di assaggiarlo, si mormora che sia più raro delle giornate di buonumore del cuoco.
- Cereali in nero (il più conosciuto è il risotto con il nero di seppia, ma si possono avere i più inconsueti miglio, sorgo o grano saraceno).
- Riso in cavroman (riso con castrato ripulito dal grasso, con l'aggiunta di verdure e spezie di origine levantina).

Tra i secondi, sono veramente speciali:
- Sarde in saor (sarde fritte e marinate nell'aceto e cipolle, solo Mario le fa rispettando l'antica ricetta, con l'aggiunta di pinoli, alloro e uvetta rinvenuta nel vino bianco).
- Fegato alla venexiana (fegato di vitello saltato in padella con la cipolla).
- Sguaseto de carne (un piatto unico che può sostituire primo e secondo, fatto con carni interiora varie e midollo, inventato quando il frigorifero non era ancora stato inventato da un macellaio per sfruttare gli avanzi della macelleria è diventato una prelibatezza per palati raffinati).
- Sguaseto de pese (come quello di carne è un piatto unico, da assaporare con crostini, Mario lo fa solo con pesce fresco dell'Adriatico).
- Sopa de tripa (la trippa fatta alla maniera dei veneziani, morbida e dolce che sa di latte).
- Sepe col nero (seppie in umido cotte nel nero estratto dalle vescichelle del mollusco).
- Bacalà in tecia (merluzzo saltato in padella).
- Fasioi in umido co la luganega (i soliti eccellenti fagioli, in umido con la salsiccia importata dai Colli Euganei).
- Moleche (granchi presi nel particolare momento della muta, quando sono senza guscio, fritti si mangiano in un solo boccone con chele, zampe e tutto il resto).
Numerosi altri altri piatti, troppi per venire elencati in queste, pagine, da soli valgono un viaggio.
Vale la pena chiedere ulteriori informazioni a Stefano, il gestore.
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